…la protezione dall’Elettrosmog esiste…

Studi condotti in varie parti del mondo hanno dimostrato la nocività dei campi elettromagnetici sia in bassa sia in alta frequenza. Leucemie infantili, tumori del sistema nervoso, tumori mammari ed altro sono le patologie indicate da organismi internazionali come possibili conseguenze dovute a questa forma d’inquinamento.

Elettrodotti, ripetitori per telefonia cellulare (stazioni radio-base), motori elettrici, trasformatori ed altre apparecchiature producono  ampi elettromagnetici talvolta superiori ai limiti consentiti. La legge quadro, varata nel 2001, e la seguente emanazione nel 2003 dei decreti attuativi, con successivi aggiustamenti, regola la materia nell’ambito dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Estratto della dichiarazione del CNR riguardante il tessuto schermante…

«…ha sottoposto all’attenzione dell’Istituto una serie di tessuti caratterizzati dalla proprietà di assorbire radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e quindi in grado di schermare dette radiazioni. La versatilità dei tessuti consente di preparare una serie di prodotti industriali mirati alla tutela della popolazione dalla esposizione a campi elettromagnetici di rilevante intensità.

Alla luce dell’esperienza guadagnata dall’Istituto nel settore della valutazione di parametri ambientali relativi alla qualità dell’ambiente, sono state effettuate misure preliminari su campioni di tessuto forniti dalla citata Azienda.

In fase preliminare, sono stati caratterizzati campioni di tessuto mediante l’utilizzazione di un rivelatore a larga banda sviluppato dall’Istituto ed una serie di sorgenti di campi elettromagnetici (telefoni cellulari, radiocomandi, etc.) che emettono radiazioni di diversa frequenza.

I risultati mostrano che nell’intervallo di frequenza 1-100 MHz la diminuzione di campo elettrico rivelata è stata pari a 11,7 dB e 10,5 dB per campioni di tessuto di colore nero e bianco rispettivamente. Analoghe misure effettuate alla frequenza di 900 MHz, hanno mostrato attenuazioni di 12,3 dB (94,11%) e 11,9 dB (93,54%) rispettivamente.

Alla luce dei risultati preliminari sopra descritti, si conclude che i campioni di tessuto del Gruppo ***, proprietario del marchio ***, mostrano attenuazioni di onde elettromagnetiche molto rilevanti e che quindi si prestano ad essere utilizzati come materiale schermante, in particolare nelle circostanze in cui sorgenti di radiazioni elettromagnetiche dislocate a breve distanza possono generare valori di campo apprezzabilmente prossimi ai valori limite (6 V/m) stabiliti dalla legislazione corrente

Estratto del parere oggettivo della GEA riguardante il tessuto schermante…

«…Il tessuto schermante base per l’edilizia, nero, è un prodotto utile per l’edilizia e la bioedilizia a patto che sia utilizzato nelle condizioni in cui ha una reale efficacia e quindi per schermare le abitazioni esposte a campi elettromagnetici di alta frequenza emessi da ripetitori radiotelevisivi, da antenne per la telefonia mobile e da stazioni radiobase nelle quali l’intensità di campo sia misurata in valori minori di 1,5 V/m per le frequenze in Mega Hertz e minori di 1,1 V/m per le frequenze in Giga Hertz.

In queste fasce di intensità di campo si trovano infatti la maggior parte delle abitazioni in cui vi sia un problema di convivenza con le emittenti, ad eccezione delle abitazioni più vicine dove l’intensità di campo è più alta. Per schermare queste ultime è utile il tessuto schermante dell’altra tipologia, come quello proposto per le tende o per i vetri, che abbia una maggiore densità di cavi metallici in trama ed in ordito per ogni cm2 . Questo stesso tipo di tessuto è utile nel caso si debbano schermare abitazioni investite da radar…»

«…Questi non sono i suoi ambiti di applicazione, del resto ad ogni tipo di campo corrisponde una specifica strumentazione di misura e una specifica schermatura. Il tessuto schermante possiede inoltre alcune caratteristiche vantaggiose per cui è preferibile ad altri prodotti similari:

la maggiore traspirazione che garantisce di non interferire con la schermatura sulla traspirazione delle murature realizzata in bioedilizia; – la maggiore flessibilità e facilità di posa in opera;

la maggiore adattabilità alle esigenze di variare il tessuto e il colore per la realizzazione di schermature a vista di tessuti naturali utilizzabili anche in bioedilizia;

la possibilità di essere inserito nei vetri pur conservando una buona trasparenza

…come fare?

La competenza in questo campo che può offrire la nostra struttura si basa su una consolidata esperienza e si avvale di collaboratori qualificati.

Siamo in grado di eseguire misurazioni con apposite apparecchiature certificate in grado di rilevare sia i campi a 50 Hz che le radiofrequenze fino alle decine GHz. Il nostro servizio è orientato alle abitazione residenziali, agli insediamenti industriali, ai locali altamente frequentati come scuole, ospedali, sempre più spesso oggetto di verifiche. Possiamo offrire la Nostra consulenza e nostre indagini con strumentazioni adeguate, per poter definire la soluzione migliore di intervento…

…campi di applicazione…

La rete schermante è come la rete normalmente utilizzata per consolidare l’intonaco e si applica quindi nello stesso modo. Si può utilizzare nell’intonaco, nell’intercapedine, applicarla a qualsiasi pannello, nelle rasature, nello stucco, in speciali imbiancature e per cappotti esterni.

Può essere fissata anche con colla. Uso interno ed esterno.

1 All’interno delle intercapedini dei muri perimetrali: fissaggio con listelli di legno inchiodati o tassellati alla parete – fissaggio sulla struttura portante della contro parete – fissaggio con graffette metalliche sulla parte interna dei pannelli di cartongesso a doppio strato o altri materiali.

2 Nei sottotetti: può essere ricoperto da calcestruzzo, oppure appoggiato sul pavimento del sottotetto, fissato e opportunamente protetto.

3 Nelle contro soffittature: fissaggio con listelli di legno inchiodati o tassellati a soffitto – fissaggio sulla struttura portante della contro soffittatura – fissaggio con graffette metalliche sulla parte interna dei pannelli di cartongesso a doppio strato o altri materiali.

4 Sotto pavimento: ricoperto dal calcestruzzo della soletta oppure appoggiato sulla soletta e coperto dalla pavimentazione. Si può evitare di schermare al piano terra o fuori terra entro un metro di altezza dal suolo, se nei locali sottostanti non sono presenti fonti di campi elettromagnetici artificiali, quali celle frigorifere, centraline elettriche, compressori, lampade al neon, autoclavi, centrali di riscaldamento e di climatizzazione, box per auto, attività produttive.

5 Sotto cappotto esterno: fissaggio sulla struttura portante dei pannelli del cappotto e interposta tra il pannello del cappotto e il muro esterno.

ELIMINAZIONE DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI ARTIFICIALI
(per ambienti in costruzione o già abitati)

…alcuni esempi…

Modo d’uso
Il tessuto deve rimanere normalmente teso e la geometria della schermatura (il quadrato formato dall’incrocio del filo schermante in trama e in ordito) non deve subire deformazioni.

Certificazioni
La capacità di attenuazione del campo elettromagnetico dei tessuti schermanti, è stata verificata e certificata da:

  • Nemko S.p.A.
  • C.N.R. – Istituto Inquinamento Atmosferico Roma
  • GEA – Istituto per l’analisi geobiofisica dell’ambiente.

Radiazioni all’interno dall’abitazione prima della schermatura: 0,25 V/m

Applicazione del tessuto schermante alla struttura del cartongesso

Copertura di pannelli in cartongesso con tessuto schermante

Radiazioni all’interno dall’abitazione dopo la schermatura: LOW V/m

Test verifica capacità Schermate

TEST effettuato per verificare la capacità schermante del tessuto a rete:
Lo scopo del TEST è quello di verificare la capacità schermante del tessuto a rete (accoppiato ad un telo per uso edilizio), dalle onde elettriche generate a basse frequenze. Nelle vicinanze di un traliccio di alta tensione (frequenza intorno ai 50Hz) sono state eseguite, all’interno di una casa prototipo, una serie di misurazioni per valutare l’abbattimento dell’inquinamento elettrico.

Assicurando un adeguato collegamento a massa del prodotto, si può raggiungere una riduzione di oltre il 90%.

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